Nel 1965 i Rolling Stones pubblicano "(I Can't Get No) Satisfaction", e il riff di Keith Richards diventa uno dei primi suoni di chitarra fuzz che la gente abbia mai sentito alla radio. È ronzante, nasale e un po' sfacciato: non tanto un ampli distorto, quanto una chitarra che fa finta di essere un sassofono attraverso un cono rotto. Le note tenute si gonfiano e restano sospese invece di spegnersi.
Cosa è stato usato
Il pedale citato più spesso è il Gibson Maestro FZ-1 Fuzz-Tone, uno dei primi fuzz in commercio. Si racconta spesso che Richards intendesse il riff col fuzz come segnaposto, una guida per una sezione fiati che poi non fu mai aggiunta. Su chitarra e ampli usati in sessione le cose sono meno certe e le versioni non coincidono, quindi non preoccuparti di riprodurli.
Un fuzz è diverso da un overdrive: taglia il segnale così forte che l'onda diventa quasi quadra. Da lì vengono il ronzio e il sustain lungo e uniforme.
Il rig qui sotto è un'approssimazione: un modo comune per avvicinarsi a questo suono, non l'attrezzatura o le impostazioni originali esatte.
Come suonarlo
- Plettra deciso e lascia suonare ogni nota per tutta la sua durata. Il fuzz premia le note lunghe e punisce la fretta.
- Pensa come un fiatista: attacca la nota pulita e lasciala sbocciare. Le note corte e strozzate perdono quel gonfiarsi da ottone.
- Stoppa le corde che non suoni. Il fuzz amplifica ogni rumore vagante.
- Abbassa il volume della chitarra a circa 7 e ascolta: il ronzio si assottiglia e diventa più croccante. Trova il punto in cui suona ancora come un fiato.
